|
30 ottobre 2007 - E'stato presentato a Roma il XVII Dossier Immigrazione Caritas - Migrantes, un rapporto che si occupa dei flussi migratori nel contesto europeo. Il documento tratta anche da un punto di vista statistico tutti i numeri che riguardano i cittadini stranieri e extracomunitari, in modo capillare e particolarmente accurato per quanto riguarda il nostro paese.
I dati che ci riguardano dicono che gli stranieri hanno "un tasso di occupazione notevolmente alto" e "incidono per il 6,1% sul Prodotto interno lordo": basta dire che pagano quasi 1,87 miliardi di euro di tasse attraverso 2 milioni e 300mila dichiarazioni dei redditi. Nel 2006 la forza lavoro straniera era di 1.475.000 persone (1.348.000 occupati e 127.000 disoccupati), quasi due terzi concentrati nel nord, un quarto nel centro e circa il 10% nel Sud. Di questi il 40% lavora nell'industria e il 55% nel terziario, mentre risulta ridotta la componente che lavora nell' agricoltura. Oltre il 25% lavora in orari disagiati: il 19% la sera (dalle 20 alle 23), il 12% la notte (dopo le 23) e il 15% la domenica. L'85% ha una occupazione come dipendente. Il loro tasso di attivita' (73,7%) supera di circa 12 punti percentuali quello della popolazione italiana. L'aumento complessivo annuale degli occupati (425 mila persone) e' attribuibile per circa i due quinti a cittadini stranieri regolari e residenti. Analizzando i dati dell' INAIL (diversi dai precedenti in quanto riguardano tutti i nati all'estero, indipendentemente dalla cittadinanza), gli occupati risultano 2.194.271, per l'84,6% nati in un paese extracomunitario e per il 58% inseriti nel nord Italia. Risulta stabile il numero degli imprenditori stranieri: 141.393 secondo l'archivio di Unioncamere, per il 70% operanti nel ramo del commercio e dell'edilizia. In genere si tratta di lavoratori stranieri passati dal lavoro dipendente a quello autonomo, con il desiderio e la speranza di migliorare valorizzando le proprie capacità e le idee, solo una percentuale di poco superiore al 6% di questi proviene direttamente come imprenditore, dal proprio paese. Lo stipendio medio di un lavoratore straniero risulta essere di circa 10.042 euro all'anno (dati Inps relativi al 2004). Ciononostante effettuano grosse rimesse di denaro nei loro paesi di origine: nel 2006 le rimesse hanno superato i 4,3 milioni di euro, con una crescita annua dell'11,6%. Questo aumento è circa per la metà attribuibile a invii verso l'Asia (+ 14,6%). La Romania risulta essere la prima destinazione dei flussi in uscita. Per chi fosse interessato ad approfondire l'argomento, può visitare il sito Internet della Caritas, oppure può scaricare il materiale cliccando su: Sito Internet della Caritas Sintesi del dossier Prospetto riassuntivo dell'immigrazione Gianfranco Peletti |