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| La paura dei "diversi" |
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| Scritto da Redazione S.S.d.S. | |
| martedì 18 settembre 2007 | |
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Il problema dunque non è quello delle etnie e delle culture, ma quello della tipologia delle persone che vengono nel nostro paese e le motivazioni che le spingono a farlo. Un delinquente criminale è tale in tutti i paesi del mondo e ovunque viene perseguito e punito, a riprova che la tutela delle persone per bene è primaria per tutti. Il concetto della democrazia è universale ed è sintetizzato con la massima che dice "la mia libertà finisce dove inizia a intaccare quella degli altri" ed è uguale in tutti i paesi del mondo dove vi è un’ istruzione. Pertanto la sicurezza non è quella che tiene lontano gli estranei ma quella che li valuta e li analizza, per dividere le persone per bene che hanno un sogno di migliorasi e soprattutto di migliorare la vita dei propri figli, da quelli che vengono per depredare, razziare e arricchirsi a danno della comunità. Il dovere dello stato è quello di fare e di fare applicare leggi giuste, che tutelino la sicurezza e il quieto vivere dei cittadini, consentendo così una crescita del benessere e un miglioramento della qualità della vita. Navigando nella rete, ho trovato un lavoro fatto da un gruppo di lavoro della Pastorale all’interno della "L.I.U.C." di Castellanza, che ritengo particolarmente interessante per potere capire e valutare in modo corretto come è possibile una convivenza pacifica con tutti gli uomini. Gianfranco Peletti Si ringrazia la RAI per la fotografia che è è tratta dal sito Internet di RAI 3 La convivenza in una società multiculturale |
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| Ultimo aggiornamento ( venerdì 19 ottobre 2007 ) |
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