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La impennata di proteste e segnalazioni arrivate dagli automobilisti, le diverse denunce per molestie subite ai semafori soprattutto da donne sole e i disagi provocati alla circolazione hanno indotto il Comune di Firenze a dichiarare guerra ai lavavetri.
Nel testo dell'ordinanza del 25 agosto, elaborata dagli uffici del comandante della Polizia Municipale Alessandro Bartolini, è specificato che "fino al 30 ottobre 2007 è vietato su tutto il territorio comunale l'esercizio del mestiere girovago di lavavetri sia sulla carreggiata che fuori di essa" e che "l'inosservanza delle disposizioni di cui al punto 1 è punita ai sensi dell'articolo 650 del codice penale e con il sequestro delle attrezzature utilizzate per lo svolgimento dell'attività e della merce". La violazione dell'articolo 650 (inosservanza di un provvedimento dell'autorità ) prevede una denuncia penale con arresto fino a 3 mesi o, in alternativa (la decisione spetta al giudice) una sanzione di 206 euro. L'ordinanza sottolinea inoltre come l' attività di lavavetri sia svolta abusivamente poichè, nonostante quanto specificato dal Regolamento di Polizia Municipale che prevede un' autorizzazione comunale per tutti i mestieri girovaghi, non è mai stata rilasciata una tale autorizzazione per i lavavetri.Il provvedimento, che dovrà essere applicato da tutte le forze di polizia, rafforza l'attività di controllo già effettuata dalla Polizia Municipale. Dall'inizio dell'anno, infatti, sono stati 529 gli interventi mirati che si sono tradotti in molte fughe e 79 verbali da 50 euro, ma le contravvenzioni non vengono mai pagate e per questo si è ritenuta più efficace la denuncia penale e soprattutto il sequestro degli attrezzi del mestiere. A Firenze si sta comunque già lavorando per elaborare una normativa che consenta di vietare a regime l'esercizio del mestiere di girovago, in modo che quando l'ordinanza arriverà a scadenza sia possibile attivare uno strumento diverso ma ugualmente efficace.
La decisione di Firenze ha suscitato molte polemiche e molti politici l'hanno criticata, ma ciò nonostante il disagio dei cittadini nei confronti di questo fenomeno si percepisce con chiarezza dai numerosi forum che in Rete commentano il fatto. A Milano il vice Sindaco e assessore alla Sicurezza De Corato ha dato mandato al Comandante della Polizia Locale di acquisire gli elementi utili a valutare una possibile attuazione di una simile ordinanza anche nella città meneghina. Ciò non toglie che il Comune di Milano non sia rimasto immobile: infatti dal primo luglio i vigili del neonato Nucleo Antidegrado della Polizia Municipale - la task force recentemente istituita che sta conducendo blitz antidroga, attività di contrasto a vandalismi e graffitari e difesa dei regolamenti comunali - hanno sanzionato 55 lavavetri con una multa di 50 euro, oltre a sequestrarne le attrezzature, avvalendosi dell' articolo 80 del regolamento di Polizia Urbana che vieta le operazioni di lavaggio dei veicoli nei luoghi pubblici. "Nel frattempo, dalla fine del mese di luglio, sono cominciati, ha dichiarato Riccardo De Corato, i controlli per l' applicazione della direttiva comunitaria sulla permanenza dei cittadini europei negli Stati membri oltre i 90 giorni. Prossimamente avremo un quadro della situazione e potremo dare alcune cifre sulle persone identificate. Come stabilisce l' apposito decreto legislativo, per restare nel nostro Paese dopo tre mesi di soggiorno occorrono determinati requisiti. In mancanza di tali, le persone censite e trovate non in regola riceveranno il foglio di via della Prefettura. Nella difesa della sicurezza dei cittadini Milano non ha alcuna intenzione di abbassare la guardia.Anche il presidente della Provincia di Milano Filippo Penati si dice pienamente d'accordo con il provvedimento preso a Firenze dal sindaco Domenici contro i lavavetri ai semafori della città . "Il lavaggio dei vetri ai semafori ha detto - è un'attività abusiva largamente diffusa in tutte le grandi città del nostro Paese e dietro alla quale spesso opera un racket che sfrutta e schiavizza sul territorio le persone più deboli, bambini e anziani, che è giusto contrastare e credo che sia significativo che un sindaco prenda l'iniziativa e usi tutti gli strumenti normativi a disposizione per combattere efficacemente questo fenomeno. La lezione fiorentina comunque piace a molti comuni. Torino, attraverso il comandante della polizia municipale, sta studiando il caso di Firenze per capire se vi siano elementi che possono essere adottati per combattere efficacemente il fenomeno, e Bari avrebbe già pronta l' ordinanza. Il sindaco di Roma Walter Veltroni ritiene che il problema dei lavavetri debba essere risolto in ambito nazionale e anche il sindaco di Padova Flavio Zanonato ha sottolineato come i comuni si trovino 'costretti' a inventarsi soluzioni per ridimensionare fenomeni che creano allarme tra i cittadini e non vengono affrontati a livello nazionale."La prima considerazione da fare quindi ha dichiarato Zanonato - e' quella della carenza di iniziativa da parte dello Stato: l'articolo 117 della Costituzione assegna allo Stato il compito di difendere l'ordine pubblico e la sicurezza. Ad oggi abbiamo normative che sono vecchie e si trovano ad essere applicate su questioni e fenomeni che sono molto cresciuti o totalmente nuovi". Il ministro dell' Interno Giuliano Amato ha assicurato che darà una risposta nel giro di pochi giorni e in una lettera inviata al Corriere della Sera oggi sottolinea come la percezione di insicurezza dei cittadini è dovuta anche al clima di disordine nel quale vivono le nostre città e alla tolleranza che consente agli abusivi più diversi di trovare il contesto ideale per svolgere le loro attività facendo crescere la diffidenza e l' ostilità e fornendo copertura alla grande criminalità organizzata attraverso collusioni e complicità .Conclude scrivendo: "Serve una lotta all'illegalità a 360 gradi, così come fece Rudolph Giuliani, da sindaco di New York. Combattere la piccola illegalità è propedeutico e a volte strumentale a combattere la grande. Ovviamente non sostituisce la lotta alla grande criminalità , ma la deve affiancare e deve creare nelle nostre città il senso di un ordine che è fatto di regole alle quali tutti ci atteniamo e che a tutti facciamo rispettare. E' qui che la collaborazione del mio Ministero con gli enti locali e con le polizie municipali dovrà dare i suoi frutti, giacchè il tema, dopo il passaggio ai Comuni di tanti poteri amministrativi in precedenza spettanti alla pubblica sicurezza, investe in primo luogo le loro responsabilità . Ma noi saremo al loro fianco. Perchè interventi nazionali che, sia chiaro, non dovranno paralizzare le iniziative locali e eviteranno il rimbalzo dall'una all'altra città di attività trattate da ciascuno con regole diverse. E perchè la legalità non può valere a singhiozzo. Cliccare per vedere l' ordinanza del Comune di Firenze
P.D.A. |