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Zingari, Rom e minoranze etniche. PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione S.S.d.S.   
lunedì 19 novembre 2007

19 novembre 2007 – Riteniamo interessante documentarvi sulle iniziative in atto promosse dal Ministero dell’Interno per il problema dei Nomadi, in particolare dei Rom.

In data 6 novembre 2007, organizzato dal suddetto Ministero si è tenuto a Roma un incontro tra il sottosegretario all'Interno Lucidi col vice segretario generale del Consiglio d’Europa, Maud de Boer Buquicchio, sul tema della minoranza Rom.  Nel corso dell’incontro si è parlato della presenza in Italia delle comunità rom, delle problematiche connesse alla loro integrazione, nonché della Conferenza Internazionale che il Ministero dell’Interno organizzerà per il mese di gennaio. 

Il vice segretario generale del Consiglio d’Europa ha espresso piena disponibilità a collaborare con l’Italia per la buona riuscita dell’appuntamento. 
Il sottosegretario Lucidi ha evidenziato che l’Italia avverte il dovere di riconoscere alle comunità rom il carattere di minoranza, di contrastare ogni discriminazione e favorire sedi di consultazione con le loro rappresentanze associative. Ha, tuttavia, specificato, la necessità che i flussi e le presenze non siano tali da porre problemi di sostenibilità sociale, da complicare i percorsi di inserimento, auspicando a riguardo un sostegno sia del Consiglio d’Europa che dell’Unione Europea.

La collaborazione stretta con il Consiglio d’Europa nella preparazione della Conferenza di gennaio sarà l’occasione per promuovere una migliore conoscenza della minoranza rom nonché delle 'best practices' adottate nei diversi paesi dell’Unione. 

Sempre promossa dallo stesso Ministero vi è un'altra iniziativa riguardante le comunità sprovviste di territorio, finalizzata ad uno studio per approfondire la conoscenza del fenomeno del nomadismo e tutelare la loro cultura, in un clima di tolleranza e integrazione sociale

Si considerano comunità sprovviste di territorio gli zingari (rom, sinti e caminanti) non insediati su un territorio delimitato. Essi sono largamente incrociati con le popolazioni dei diversi paesi d’adozione (Europa danubiana e meridionale, Egitto e Africa settentrionale) ma sono risalenti a un ceppo indiano (India nord-occidentale) di cui conservano tracce evidenti nei caratteri somatici. 

Gli zingari presenti in Italia appartengono a due gruppi: i “rom” più diffusi al Centro e al Sud e i “Sinti”  che vivono soprattutto al Nord Itali e i Caminanti presenti in Sicilia.
L’etnonimo “rom” nella loro lingua detta “romanes”, significa “uomo”, termine che li differenzia dai non zingari, nel loro idioma detti “gagè”.
Altre distinzioni quali Bovara (da lob – cavallo in ungherese e love – denaro in romanes ) e Kalderasha ( calderai ) traggono origine dall’attività economica tradizionale. 
Il nomadismo, pur costituendo un aspetto fondante dell’identità dei rom/sinti , non rappresenta più una caratteristica peculiare di tali popolazioni che hanno assunto da tempo carattere di sedentarietà. Gli spostamenti di alcuni gruppi sono legati in prevalenza  a motivi economici, sociali e religiosi. 

UN TAVOLO TECNICO INTERMINISTERIALE PER UNA MIGLIORE CONOSCENZA DEL FENOMENO E PER POSSIBILI SOLUZIONI 

Per una più ampia conoscenza dell’attuale situazione in cui si trovano tali comunità, è stato istituto  un Tavolo tecnico interministeriale, coordinato dal Prefetto Perla Stancari , direttore centrale per i diritti civili, la cittadinanza e le minoranze. Il fine del Tavolo è quello di esaminare tutte le questioni emergenti e individuare possibili soluzioni, anche normative, che tutelino gli aspetti culturali delle stesse comunità rom, sinte e caminanti, prestando attenzione all’equilibrio tra diritti e doveri.
Al tavolo partecipano le amministrazioni competenti in materia: Presidenza del Consiglio dei Ministri, Affari Esteri, Pubblica istruzione, Giustizia, Salute, Solidarietà sociale, Affari regionali e autonomie locali, Diritti e Pari opportunità, Politiche per la Famiglia, Anci; Upi, Conferenza dei Presidenti delle Regioni e  Province  autonome ed il Confemili ( Comitato nazionale Federativo minoranze linguistiche d’Italia).

Gianfranco Peletti

Ultimo aggiornamento ( sabato 29 dicembre 2007 )
 
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