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Sicurezza urbana | Sicurezza urbana |
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| Scritto da Redazione S.S.d.S. | |
| venerdì 31 agosto 2007 | |
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La definizione più accettabile di sicurezza è indubbiamente quella di assenza di rischio. Per analogia sicurezza urbana potrebbe definirsi la condizione di assenza di rischio nelle città o nei centri urbani. Definizioni tanto esaustive quanto irreali . Dal punto di vista di chi è chiamato, dal ruolo che riveste e dal contesto sociale che vive, a dare un contributo sensibile alla costruzione della sicurezza urbana così come è diffusamente concepita, la questione si può tradurre diversamente: sicurezza urbana è una condizione di serenità e di tranquillità nella conduzione della vita di relazione tipica della vita sociale cittadina. Può significare muoversi liberamente in tutti i luoghi della città senza alcun timore di incontri ansiogeni, permettere ai propri bambini o nipotini di giocare in un parco pubblico senza guinzagli verbali, godendo nel contempo di propri momenti di relax non rovinati da sospetti sulla qualità degli altri frequentatori del giardino. Può significare anche abbassare le difese di fronte a ciò che, si è capito, è soltanto differenza di colore epidermico e di abitudine sociale (come il gusto di ritrovarsi tra connazionali nella piazza, abitudine quasi persa tra gli indigeni). Nella realtà i fattori di rischio sono spesso ben diversi da quelli che appartengono alla sfera della percezione, e purtroppo si riconoscono solo una volta entrati nell'esperienza personale, a volte lasciandovi il segno. Gli operatori di polizia sono, o dovrebbero essere i più attrezzati, per esperienza e formazione, a individuare e quindi a contrastare i comportamenti di rischio concreto, ma non per questo possono ignorare, proprio per via del loro pubblico mandato, i fatti e le situazioni che, lungi dall'essere criminogeni, vengono comunque intesi dalla gente come pericolosi, proprio perchè diversi da quelli con i quali si è sempre convissuto. A livello locale una parte importante è svolta dalla polizia della comunità, la polizia del Comune è quindi quella piùvicina alle esigenze dei cittadini. La polizia locale deve entrare con consapevolezza e competenza in questo nuovo ruolo, noto come polizia di prossimità, senza per questo dimenticare l'importanza strategica e funzionale a cui può condurre un organizzato ed intelligente lavoro di raccolta delle informazioni. Conditio sine qua non è che il tutto non si fermi nelle capacità personali dell'agente ma venga recepito da una consapevole e condivisa nuova organizzazione del Corpo di polizia locale, in rete con gli altri servizi, siano essi locali o statali. La Scuola Superiore della Sicurezza muove la propria attività formativa partendo da una esperienza professionale unica nel suo genere: la formazione dei Vigili di Quartiere e la sperimentazione sul campo delle metodologie di prossimità . Dal successo di questo nuovo modo di essere polizia è nata l'esigenza, divenuta infine capacità , di riorganizzare funzionalmente i Comandi di Polizia Locale, aprendoli alle esigenze di trasparenza e di efficacia ancorchè di economicità , principi che, come vogliono la Legge ed il pensiero comune, devono sempre ispirare l'operato della Pubblica Amministrazione. Pertanto, la Scuola Superiore della Sicurezza è formazione dinamica e di eccellenza, ma è anche in grado di proporre proficuamente analisi e progetti di riorganizzazione di Corpi e Servizi di Polizia Locale. |
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| Ultimo aggiornamento ( sabato 22 dicembre 2007 ) |
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