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Decubito prono PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione S.S.d.S.   
mercoledì 17 ottobre 2007

Sono passate le ventitre, di quel quattordici agosto e l’alfa, senza neppure toccare il volante, esegue, strada dopo strada, incrocio dopo incrocio, la manovra di avvicinamento al Comando della Zona Vittoria.
A mezzanotte, si smonta e non bisogna farsi cogliere impreparati. E’ allora che in via Marco Bruto l’ autopattuglia dei vigili viene superata da una Opel che procede contromano e a velocità eccessiva, anzi di più.
Ma come, non è successo niente tutta la sera, cosa insolita per l’estate milanese e adesso che stiamo per andarcene a casa  questo qua ti supera zigzagando contromano andando come un ubriaco? 
Non c’è bisogno di parlare, c’e solo da andare a prenderlo e il capopattuglia De Pieri aziona la levetta del lampeggiante. No, il lampeggiante non va:  sarà il solito fusibile. Aziona la levetta della sirena e anche qui silenzio. Maledette baracche!
Intanto l’autista si mette all’inseguimento della Opel che sta imboccando la Cardinale Mezzofanti, sempre in velocità e contromano.
- E no, questa è una via dove si stanno collaudando i primi semafori per ciechi, e non vorrei che questi disgraziati mi mettano sotto qualcuno - De Pieri si agita - allora come li fermiamo, gli tiro?-
- sparargli no – gli risponde il collega – però un colpo in aria….-
Ecco fatto, De Pieri ha già la Beretta in mano e mette il colpo in canna. Un colpo solo, con l'arma fuori dal finestrino in perfetta verticale e la Opel, come d’incanto, svolta a destra e si ferma nell’area del distributore di benzina. (Solo più tardi il conducente  spiegherà che si è fermato scambiando il colpo d’arma da fuoco per l’esplosione del pneumatico)
Quando un’azione di polizia inizia con le armi in mano, continua con le precauzioni di rito e gli occupanti dell’auto vengono fatti scendere con quattro urla che fanno accendere le luci nei palazzi di fianco alla strada.
-Tutti a terra, svelti e giù distesi – il tono è professionale e intimidatorio. Comunque non lascia spazio alle discussioni.
Intanto i milanesi costretti a casa in quella torrida sera d’estate scendono in pantaloncini corti e zoccoli e si dispongono in riga, ordinatamente e in silenzio, lungo il muro che delimita il marciapiedi opposto, lo spettacolo è gratis.
Arriva anche il vigile fuori servizio Zonca Aristide, con tanto di consorte che, parcheggiata la cinquecento poco distante si avvicina furibondo;
- Disgraziati, a momenti mi mandano fuori strada questi qui, mi hanno costretto ad una manovra che solo per un miracolo non mi sono ribaltato! - Così dicendo, prima che qualcuno possa dire beh, leva le scarpe ai quattro stesi pancia a terra e gliele getta in mezzo alla strada. –Così non scappano- è la spiegazione dell’anziano ghisa, presto richiamato dalla moglie – Andemm Aristide, che me trèmen i genoecch…..-
Il resto della storia è banale: una banda di succhiabenzina che, dopo aver mischiato i vapori del carburante rubato dai serbatoi delle auto ha aggiunto alle inalazioni di vapori di idrocarburi qualche litro di lambrusco. Risultato, guida pericolosa e una appropriata serie di contravvenzioni.
Il mattino dopo De Pieri è nell’ufficio del Capo Drappello Ciusani, a rapporto.
- Cos’è che hai scritto qui… “faceva assumere loro la posizione di decu…bito pr…ono?”
- Si capo, decubito prono, per cautelarmi li ho fatti stendere a terra faccia in giù…-
- Ah ecco, decubito prono – riflette pensoso il superiore – Ascolta…– continua deciso restituendo la relazione al De Pieri – la prossima volta mettili contro il muro come fanno tutti gli altri, suona meglio -.

Giuseppe Cordini

Ultimo aggiornamento ( domenica 06 gennaio 2008 )
 
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